| Nicolas's profileBenvenuti a NikkioLandia...BlogListsGuestbook | Help |
Benvenuto nel mio Spaces!
Serena bassiwrote:
Yo o! ^^ Un salutone dalla ragazza dei Pop pop!! XD
Jan. 23
giulia cecchettowrote:
Acciderbolina ...manco solo io a farti visita XD un
Jan. 3
Elena Leonarduzziwrote:
salve nik!!!! spazio di scervellamento razionale o meno!
Aug. 15
frastuonowrote:
ciao nik! fantasmagorico!
July 28
enricawrote:
passai. oibò
July 5
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Benvenuti a NikkioLandia!Salve Simpatici Terrestri. Respirate questa Dolce aria Incontaminata.
January 22 Complessità
January 03 Kiss The Snow 4..
3.. 2.. 1.. e via. E' il primo gennaio, inaugurato da infiniti tappi che saltano dalle loro bottiglie, dai fuochi d'artificio che esplodono alti nel cielo, dai baci e dagli auguri. E chissà se..
E intanto nevica.. La neve. Bella, Perfetta, come nessuno può essere. December 19 Most of The Time
November 17 e ora?E un giorno torni a casa.
E ripensi alla giornata. E ripensi agli amici, quelli che ogni giorno, ogni santo giorno ti stanno accanto, sopportandoti, sempre. Gli amici ovviamente. Quelli a cui vuoi bene. Quelli che ami. Come faresti mai senza di loro? Inizi anche a ricordare che però qualcosa quel giorno con uno di questi non andava.
Non salutava. Non si interessava. Non faceva niente per cui potesse essere considerato amico. Niente. Niente. E ti domandi perchè. Ci soffri e vorresti fare il possibile per capire. Per farlo tornare sereno, perchè pensi anche che stia soffrendo per qualche strano motivo. E invece no. Ti eri sbagliato. E' solo un bastardo che si è trovato nuovi amici.
E ha sostito i precedenti. Come vestiti da buttare. Come spazzatura da tritare. Lasciati cadere. Come inutili e pesanti sassi. Addio amico addio. November 15 Doppie Punte
Le doppie punte.
Credo che sia l'unica soluzione.
Vorrei anch'io avere le doppie punte.
Per una volta anch'io vorrei preoccuparti di altro. Di queste cose.
Di queste semplici cose.
Perdere la giornata a soffrire semplicemente per le mie doppie punte.
Pensare solo a quello. Per qualche oretta.
Giusto per non trovare il tempo per capire chi sono. E come sono fatto.
Come mi comporto con gli altri. Cosa provo con gli altri.
È così difficile.
E vorrei le mie doppie punte.
La mia vita vorrei fosse fatta di doppie punte.
Da controllare. Da cercare.
Ogni passo, invece che una crisi di identità, vorrei che fosse caratterizzato dalla ricerca di doppie punte.
Credo che riuscirei a sopravvivere più che bene.
Senza troppi problemi.
Solo quelle maledette doppie punte.
November 07 Non è lo stesso senza il vostro amore..
No.
Una coppia speciale.
Queste sono le parole che negl'ultimi 5 minuti stai sentendo ripetere. No. Odi questa situazione. Già ti manca il loro amore. No. Non puoi capire. Non vuoi capire. November 06 Marie Le Salle"ho sempre odiato questa canzone" "già" "ora invece l'adoro" "già" "già" "..voglio uscire con una musicista” “..io voglio vivere con una musicista,.. che scriva canzoni a casa mia; che mi chieda consiglio e che magari scriva tra le note di copertina un nostro segreto” “io tra le note di copertine ci voglio una mia foto, che ne dite?” “si anche piccola..dove vuole lei..” October 22 22OttobreNon svegliatemi, dai.. È fantastico sognare.
Sognare.. Sognare Andare avanti a testa alta. Perchè tutto è bello..
October 17 che coooss'è l'amor?
October 07 Stop!
October 01 Politically S!correctSassuolo, lì 05-09-07
CHIEDO
Che mi venga tolta la cittadinanza italiana e di esser considerato a tutti gli effetti un immigrato extracomunitario clandestino, e come tale esser trattato e giudicato.
In attesa dell'ottenimento di quanto richiesto provvederò a un comportamento consono al mio status ed in particolare a svolgere le seguenti attività:
Spero vivamente che questa mia richiesta venga presto esaudita e nel convincimento che "LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI" ritengo doveroso che, le sentenza applicate fino ad ora, saranno le stesse che verranno applicate nei miei confronti.
Colgo l'occasione per esprimere Distinti Saluti. September 26 Il Bimbo MalatinoFilastrocca del bimbo malato, Gianni Rodari
September 10 undicisettembre
Il terrorista. Volevo fare anch'io il terrorista. In silenzio. Nascosto dietro un muro. Pronto a farvi saltare tutti. Uno ad uno sareste scomparsi. Partendo dai capi di stato, premier, imprenditori, banchieri.
"I veri terroristi siete voi" avrei potuto usare questa giustificazione. E insieme a loro, già che c'ero avrei potuto portar via qualche madre. Qualche figlio. Portarmi via tutto il futuro. Tutta l'umanità se l'avessi voluto. Click. Click. Click. Una bomba, un aereo, un auto, una pistola. Tutto sarebbe saltato. Scoppiato. Caduto. Morto. In nome di chi? Chissà. Ma c'è tempo per decidere con chi schierarsi. Religione. Potere. Occidente? Oriente? Avrei potuto fare soldi. Tanti. Oppure avrei potuto essere un felice beato del paradiso. Avrei avuto infinite possibilità.
Ma è facile. è troppo facile nascondersi dietro quel muro, piuttosto che stare in fila dall'altra parte. Piuttosto che tenersi sulle spalle il peso della dura realtà.
Meglio vivere, rischiando di morire. Piuttosto che vivere, rischiando di uccidere.
E l'undici settembre ritorna. Continua sempre a fare a tutti un strano effetto. È colpa di Bush &Co.? O veramente di Bin Laden e colleghi? Non lo so. Ne ne voglio parlare. Qui voglio ricordare altro. Voglio ricordare che c'è una nuova guerra. La nuova guerra. L'ultima guerra. Definitiva credo. Quella che vedrà morti chi non c'entra e che farà sopravvivere chi alimenta il fuoco della violenza. Perchè poi? Voglio ricordare le bugie, le persone che uccidono, tutti questi bastardi che muoiono o ancora peggio sopravvivono uccidendo la vita. La nostra vita Cazzo! Voglio ricordare tutte queste pecche, tutti questi tumori continui. Forse non dovrei, forse dovrei solo ricordare le premature scomparse, tutte, di tutti gli 11/09 della storia.
Questo forse è l'importante.
N September 03 US(a)Io, volontario per Obama di Mattia Sorbi tratto da “Panorama” del 06/09/07 USA Un giovane italiano ha trascorso le vacanze lavorando alla campagna dell’aspirante presidente, Benvenuti a Manchester, cittadina di 100 mila abitanti a Sud del New Hampshire, sede della campagna presidenziale più «Cool» d’America. Nello stato che, insieme all’Iowa, influenzerà maggiormente la corsa per la Casa Bianca, tenendo le elezioni primarie fra cinque mesi, si sono radunati infarti decine di «dreamers». Studenti universitari, volontari, professionisti della politica e un infiltrato italiano, cioè io, che alle vacanze al mare ho preferito un’estate di lavoro per Barack Obama. Ovvero cucinare pancake, discutere di Iraq e assicurazione sanitaria insieme a pensionati col fucile in mano, distribuire adesivi e passare la notte in sacco a pelo nei dormitori insieme con altri giovani decisi a cambiare una volta per tutte l’America e con essa il mondo intero. Forse. L’ufficio elettorale di Obama, al 60 di Rogers street, in un quartiere periferico della città, pullula di ragazzi neo- laureati alle prese con la loro prima campagna politica e l’incarico di «field organizer», l’organizzatore di circoscrizioni elettorali. I veri professionisti, quelli con tre- quattro campagne elettorali di senatori e governatori alle spalle, sono poco più di una dozzina. Gli altri sono gente come Fiona che si è appena laureata alla Duke University, Christine che viene da Yale, AH che ha interrotto gli studi a Harvard per poter lavorare per Obama. Tutti prima di lavorare qui hanno frequentato Camp Obama, una sorta di università per volontari, che si tiene a rotazione nelle città più popolose. «Basta dare ai ricchi, forza Obama» mi ha recentemente detto al telefono un giovane elettore. In base ai risultati delle nostre telefonate il responsabile della campagna elettorale modifica via via la strategia da seguire. Tutto viene gestito utilizzando Mybarackobama.com, una sorta di Myspace dove si possono trovare annunci di riunioni di ogni tipo per raccogliere voti e gruppi d’interesse. Come quello che recentemente su Facebook (One milion strong for Barak) ha fatto prendere una cotta per Obama alla figlia di Rudy Giubani (candidato repubblicano), Caroline.
Prima di fare il volontario non mi sarei mai immaginato che avrebbe fatto parte del lavoro anche organizzare un torneo di basket, lo sport preferito da Obama. Eppure, proprio di questo mi sono occupato a metà agosto. Parafrasando le parole d’ordine della campagna elettorale «Speranza, azione, cambiamento»), il torneo si chiamava l-Joops, Acrion, Change e ha riunito circa 100 partecipanti suddivisi in 33 squadre. Gli ottavi e i quarti di finale si sono tenuti nei paesi di Porrsrnouth, Nashua, Keene and Lebanon, richiamando un migliaio di spettatori grazie all’aiuto di Craig Robinson, allenatore della squadra di basket della Hrown University e cognato di Barack Obama. Il senatore deil’Illinois, che giocava nel ruolo di guardia durante gli anni del liceo alle Hawaii ed è tifoso dei Chicago Bulls, è entrato in campo mettendo a segno un canestro da tre punti. “Non mi hanno ancora messo in panchina” ha detto salutando gli spettatori prima di lasciare il torneo. Almeno tre volte al mese Barack Obama visita le cittadine del New Hampshire e ogni volta che succede è una grande emozione anche per noi volontari: le stesse posizioni che ti lasciano dubbioso quando le leggi sulla carta risultano convincenti quando lui parla. Noi siamo direttamente coinvolti nell’organizzazione dell’evento, che prepariamo dieci giorni in anticipo relefonando ogni volta a tappeto per avvisare i nostri contatti. «Harack Obama è in città» è quello che la gente vuol sentirsi dire. Per questo, che l’evento si svolga nella più importante Manchester o in paesini come Laconia, è sempre un bagno di folla. E almeno noi volontari ci crediamo veramente.
Barack Obama. Sapete quanto non ami fare politica di questi ultimi tempi, quanto schivi il più possibile argomenti concreti e reali e allo stesso tempo fasulli e idioti. Ma Barack un posto a Nikkiolandia lo merita. August 03 Ora voglio vivere(scrivere) Oggi!
“Qualunque cosa deciderai di fare riguardo ai problemi che ti confusionano tanto sappi una cosa: sei tu il regista della tua vita! Non essere sofferente di ciò che scegli (anche se purtroppo ogni scelta ha dei pro e dei contro sennò non ci sarebbe da scegliere!) anche non scegliere è una scelta.
L'importante è che tu tenga sempre ben presente che la vita ti si presenta sempre davanti come un foglio (o un foglietto perché no?) bianco, libero, vuoto, tuo.
Tuo!
Non c'è nient'altro. Non c'è il futuro, non c'è il passato, non ci sono le conseguenze, non ci sono i problemi, non c'è niente se proprio vuoi. Sei tu davanti a quel foglietto e scegli tu penna e inchiostro e inizi a scrivere.
Libera la tua testolina, non incasinare tutto, prendi ogni aspetto singolarmente, invitalo nel foglio e se poi non ti piace cancellalo. Si può fare. Tu puoi veramente farlo.
E ora cosa aspetti a scrivere oggi?”
A
ed è qui. davanti di me. e nessuno me la può togliere!
cosa sono? istruzioni per l'uso? può darsi.
questa volta non è tutto artificiale però. non c'è niente di preconfezionato. Non è un film. Ma non riesco a trattenere l'emozione. è strano.
E come non ascoltare questa voce? Come far finta di non sentirla? Impossibile.
E mi sento un po' stupido. Avrei potuto capirlo da solo. Ma forse questa è la cosa fantastica. Che qualcun'altro, invece che pensare a sè,solo sè, pensa un po' anche a te. e tenta di farti sentire meglio. E ce la fà. Credevo di essere immune a certe cose. A certe emozioni. Invece no. Meglio così.. ora sono felice.
Anche perchè ho trovato una penna
e un foglietto. Anzi è una matita. Con le matite scrivo meglio.
e infatti ho scritto. e tanto.
ed è la cosa migliore del mondo. Mi ero dimenticato quanto fosse piacevole scrivere. Vivere.
Aveva ragione.. quella vocina che non si può far a meno di ascoltare. July 23 Antisemita o Genio?Tom, che assieme a Jack, era partito alla ricerca della candida, pura, immacolata e sofferente ebrea sfortunata e abbandonata da tutti, con la madre persa in guerra e l'animo ferito, si è ritrovato davanti tutt'altro. Una donna tutt'altro che debole e pia. Anche la piccola ebrea scampata dalla violenza animal-nazista, per colpa di chissà cosa, magari di qualche cellula impazzita, della coca-cola o dei film vietati ai minori, era diventata d'un tratto o progressivamente una pazza carnefice. Una delinquente. E, tra l'altro, non da quattro soldi. Secondo Tom e quello che aveva riportato sui fogli, la donna lavora in quella città, ora con altro nome, altre origini, altra storia di infanzia da raccontare. Ha una società di facciata, anzi un locale, uno di quelli che Jack odiava. Pieno di giovani allineati, figli di papà, col naso tappato di stupefacenti, e auto metallizzate tedesche imbottite di cavalli. C'erano anche delle foto. Un posto niente male. Arredato con uno stile minimal che non ti aspetteresti mai da una innocente e semplice ebrea scampata dalla violenza animal-nazista. Il resto, quello che le altre facce linde e profumante fanno finta di non vedere -omertà metropolitana- è un impero degno di competere con quello di un intero quartiere cinese di una media città. Droga. Coca, alla Scarface, cumuli e cumuli di neve bianca.. che però invece che cadere e sciogliersi, qui sale di prepotenza.. e si dissolve. Si trasforma in allegria artificiale, in senso di potere. In morte, se proprio è una fredda notte siberiana e ti trovi in mezzo a una bufera. Gli altri rami della droga li ha controllati per un po' nel suo quartierino, rifornimento ai quelli del posto, ma poi si è stancata di gestire eroinomani maniaci e stra-fatti e non voleva stare a sentire gli schiamazzi degl'hyppie disillusi alle prese con l'ennesima canna. Vestiti. Si riforniva dai cinesi, che le facevano arrivare i capi per mare. Lei piazzava ogni tot vestiti originali un vestito non originale, ma alla perfezione, non quelli che si trovano nelle bancarelle da mercato del sabato mattina, in circa tutti i negozi. Anche quelli d'alta moda. Armi, ma con discrezione e contegno, rivendeva qua e la armi, quasi per diletto, per rallegrarsi le giornate sileziose. Per sentire gli spari delle micro-gang, della baby gang, degli spacciatori che si litigavano angoli di strada, grammi di coca in tutta la città. Ogni giorno sedicenni con un portafoglio ben più pieno di quanto ci si aspetti morivano. Sparati. Presi sotto. Picchiati. Accoltellati. E ovviamente non solo sedicenni. E poi altro e altro ancora. Gestiva la maggior parte di ciò che, in una città più o meno grande, è sporco, illegale e dannoso.
Jack è sconvolto. Sudato, stranito e impaurito come appena risvegliato da un bizzarro sogno. Ha capito che il nonno era solo un illuso. Che cercava una delinquente. Pensando chissàcosa, sperando che se si fossero rincontrati lei, tenera e dolce donna di mezz'età tranquilla e beata, l'avrebbe riabbracciato, ringraziandolo di averla salvata dalle grinfie di quella violenza animal-nazista. Ha capito che Tom non aveva scelta, è stato ucciso perché sapeva, non tanto del passato della figlia di Anja, che ora si chiama Françoise, ma perché si era spinto troppo, cercando di capire se fosse lei chi veramente stava cercando, nel presente della “imprendrice in carriera” che ha costruito castelli e ville sopra le carcasse di cadaveri in decomposizione. Morti per colpa sua. Per colpa della sua violenza animal-imperialista. Ha capito che Tom non aveva speranza di sopravvivere. Avrebbe potuto rivolgersi alla polizia, ai media, a qualsiasi autorità. Ma tutti avrebbero chiuso gli occhi, si sarebbero tappati le orecchie. E gli avrebbero chiuso la bocca.. Con qualche centimetro di scotch.
Ha capito che c'è, sempre, nella storia dell'umanità, qualcuno che uccide chi non merita di morire. Che c'è sempre qualcuno che sbaglia. E questo lo sapeva. Oggi ha capito che non sbaglia solo e necessariamente solo chi la gente la uccide. E che non è perforza giusto far sopravvivere le persone perché riteniamo che non meritino, non ancora, la morte. Siamo troppo buoni. Non è una regola. Ne una teoria.. Ma fa riflettere. E Jack riflette. Ora. Sull'impotenza davanti a tutto. L'impotenza che abbiamo difronte a noi stessi.
Testo presuntuoso e antisemita, da cestinare? July 12 La Strada di Mezzo
July 06 Un po' e un po'
Così tu July 03 l'importanza di poter scegliereI piccoli altoparlandi del mio stereo erano disseminati per tutta la stanza, sul soffitto, sulle pareti, sul pavimento, e cosi, quando ascoltavo la musica disteso sul letto, ero come intrappolato e impigliato dentro l’orchestra. Ora, quello che mi andava di sentire quella sera era il nuovo concerto per violino dell’americano Geoffrey Plautus, suonato da Odysseus Choerilos con la Macon (Georgia) Philarmonic, così lo feci scivolare fuori dalla fila ordinata degli altri dischi e lo misi su e aspettai. Poi, fratelli, venne. Oh, estasi, estasi celeste. Giacevo tutto palandrato verso il soffitto, il planetario sulle granfie, fari chiusi, truglio aperto per la beatitudine, snicchiando il Lotto di suoni meravigliosi. Oh, era magnificenza e magnificità fatte carne. I tromboni sgranocchiavano oro rosso sotto il mio letto, e dietro il planetario le trombe fiammeggiarono argento per tre volte, e là vicino alla porta i timpani rotolarono dentro le mie viscere e poi uscirono e si sgretolarono come tuoni di zucchero. Oh, era la meraviglia delle meraviglie! E poi, come un uccello dei più rari che vorticava metalceleste, o come vino d’argento che scorreva dentro una nave spaziale, con la gravità che non aveva più senso, arrivò il violino solista sopra tutti gli altri archi, e quegli archi erano una gabbia di seta intorno al mio letto. Poi il flauto e l’oboe perforarono come vermi di platino la spessa, grossa caramella oro e argento. Ero in piena estasi, fratelli. Pi e emme nella camera accanto avevano ormai imparato a non bussare sul muro per lamentarsi di quello che chiamavano rumore. Gliel’avevo insegnato io. Ora avrebbero preso i sonniferi. O forse, sapendo la gioia che mi dava la musica di flotte, li avevano già presi. Mentre snicchiavo, i fari ben chiusi per chiudere dentro la beatitudine che era meglio di ogni Zio o Dio da sintemesc, avevo delle belle visioni. C’erano deì martini e delle quaglie, giovani e bigi, distesi per terra che chiedevano pietà urlando, e io che gufavo a truglio spalancato e gli maciullavo le biffe con lo stivale. E c’erano delle mammole a brandelli e scriccianti contro il muro e io che m’immergevo come una daga dentro di loro, e infatti quando la musica, che aveva un movimento solo, sali in cima alla sua torre pii alta, allora, disteso li sul letto con i fari serrati e le granfie sotto il planetario, mi frantumai e spruzzai e gridai aaaaaaah per l’estasi di tutto quanto. E così quella bellissima musica scivolò verso la sua fjne luminosa.
Anthony Burgess July 02 Elogio Di WrathElogio di Wrath
June 11 School Out For Summer
Alice Cooper June 10 viva la vita!il rasoio fa male il fiume è troppo basso l' acido è bestiale la droga dà il collasso la corda si spezza la pistola è proibita il gas puzza e allora viva la vita RAGAZZE INTERROTTE. June 03 Nero Su GialloNero Su Giallo.
Romanzo giallo on-line a più mani
Corsa frenetica in mezzo ad una sala affollata. Donne e uomini dai volti sconosciuti parlano, ridono e accennano passi di ballo al ritmo della musica. Lui passa in mezzo a loro continuando disperato la sua ricerca affannosa: dove sarà mai? Si erano incontrati poco prima! La corsa riprende tra la folla e il suo sguardo si posa su ogni volto che sembra familiare all’inizio, ma che poi non si rivela mai quello giusto. Ad un tratto i suoi occhi si fermano e s’illuminano, perché sembrano finalmente aver trovato chi stavano cercando. Infila una mano nella tasca della giacca per tirare fuori la sua penna blu e la corsa riprende con gli occhi sono fissi su quella persona tanto inseguita.
Non fa in tempo a compiere qualche passo che... Driiiiin...driiiiin... Il suono del cellulare improvviso e insistente gli apre violentemente gli occhi e lui non si trova più tra la gente nella luce soffusa della sala; i raggi di sole, che passano attraverso la persiana, gli permettono di riconoscere la sua piccola, disordinata camera da letto. Inspira, ora. È la prima importantissima inalazione autonoma d'ossigeno della giornata. Il risveglio è il momento fondamentale, che ti fa capire tutto della giornata che verrà. Vinto o vincitore? Fortuna e successo o tremendo capitombolo?.....
Leggi il seguito dell'incipit e continua tu il racconto su http://nerosugiallo.comune.udine.it ...! June 02 VideoFamiliare..Vai a quel giorno in cui tuo fratello, figlio del produttivo sperma di tuo padre inficcatosi in una concavità fertile della sua nuova moglie, ha detto per la prima volta il tuo nome. Un film, la televisione, una rivista patinata esalterebbe a tal punto questo momento da renderlo quasi divino, un momento dove ti dovresti sentire simile a una divinità popolare, dove tutti i raggi del sole si concentrano in quel metro quadro che separa te da lui. In realtà non è così, è solo un patetico farfugliare di suoni che assomigliano lontanamente a Marco, Tony perchè sarebbe difficile fargli dire Antonio, Gio, Edo..Provi piacere al massimo perchè viene dimostrata la tua esistenza, perchè il tuo nome viene decantato anche da un'altra persona a questo mondo. Vai a poche mezzore prima quando tuo padre è appena tornato da un felice e spensierato sabato pomeriggio passato a fare il finto-alto-borghese in centro a passeggiare per le vetrine dei negozi d'alta moda. Pausa, un pò più avanti, play, quando entra in camera e ti trova a leggere l'ennesimo libro e inizia a parlare. Alza il volume. Ascolta. "Ma sei qua? Non vai in centro? è pien di gente!" lui e tu "no." "ma dai perchè?" "vabbè, no." "non c'è nessun tuo amico in centro?" "boh" sputi fuori tu. "beh puoi chiamare qualcuno no?" e tu ora zitto, scocciato di questa conversazione, stufo di sentirti compatito da tutti, da tuo padre persino. Inizi veramente a sentirti una merda, ma non come ti sentivi prima, perchè alla fine era bello esser merde prima, era una forma di originalità, di distacco sociale. Invece ora che tuo padre prova pena per te, per la tua situazione morale nonchè sociale, ti senti una merda merda, in modo diverso. Una merda abbandonata, un merda neanche di cane, forse di gatto, di un gatto in fin di vita, che ha mangiato immondizia avariata, che l'ha fatta in un desolato giardino, quelli dove non vorresti portare a cagare nemmeno il tuo dolce cane col collare, dove nessuno porta il proprio cane perchè è inutile cagare sulla merda, su un prato che non ha neanche una panchina, ne una fontana, ne un monumento a qualche fottuto morto in guerra.
Vai a quando, sempre tuo padre, ti versa per la prima volta un po' di birra nel bicchiere,senza neanche chiedere, e senza che tu la chiedessi, quando fino l'altro giorno era contro al tuo bere birra, solo perchè capisce che stai da schifo e che ti serve affetto comprensione. Ma tu non la vuoi questa cazzo di comprensione, più gli altri agiscono così più tu sai in che stati sei, in che situazione di schifo sei. Lo sai di stare male, di esser malato, di aver le tue nevrosi e sai che la tua autostima è sotto zero e loro, sperando di rinfrancarti lo spirito si gettano su di te, facendo la gara della pietà. E tu li misuri e capisci quanto in basso sei finito. Non hai bisogno di sole, di milioni di stelle luminose che ti indichino il tuo cammino, vorresti sentirti un po' meno merda, cosa che sai fare da solo, sentirti una merda in un bel prato almeno.. |
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