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    March 30

    in realtà ho sonno

     

    Basterebbe una sola novella di Boccaccio per capire quanto fosse varia la vita anche nel 1300. Nell'immaginario collettivo, o almeno in quello di alcuni, quell'epoca poteva apparire molto monotona, grigia e per niente “viva”: La chiesa con le sue pesanti imposizioni moralistiche; la vita famigliare improntata sul lavoro costante da parte degli uomini che portano, nonostante le 15 ore o più di lavoro, a casa al massimo un pezzo di pane, con donne sfruttate, ai “fornelli”, nei lavori di casa per niente amate e del tutto possedute; una vita intellettuale concessa solo a ricchi e nobili e una cultura che si sviluppa solo in determinati luoghi, in specifiche vie e piazze, ovviamente lontano dal fango e dalla puzza del “popolo”. Invece, leggendo anche solo una novella di Boccaccio, ripeto, tutti questi “preconcetti”, pregiudizi e/o quant'altro cadono, con un bel tonfo oltretutto! La vita è colorata, ricca di sfaccettature, punti di vista, modi di vivere: c'è chi ruba, chi imbroglia la gente con l'ingegno e l'astuzia, chi si fa prendere in giro, chi approfitta degli ingenui, chi tradisce fino allo sfinimento. La chiesa e il clero non possono che sfogare tutta la loro natura, tradendo i voti di castità, i monaci e le suore non son più tutti e tutte vicino a Dio quanto piuttosto vicino all'uomo, nella sua semplice natura, nelle sue passioni e pulsioni. La borghesia ora viene riconosciuta come classe sociale “superiore”, per Boccaccio non conta più il “colore” del sangue, quindi il titolo nobiliare, bensì dà importanza ai mercanti, ai commercianti proprio perché erano il cuore pulsante della città di quel tempo.
    Tutta questa vivacità narrativa da parte di Boccaccio, e questa sua visione a trecentosessanta gradi riesce a farci capire quante possano essere le somiglianze tra la società descritta nel Decameron e la nostra.
    Somiglianze molto forti, soprattutto nei comportamenti, dove ogni uomo ( con Boccaccio meglio riferirsi solo ai nobili e ai borghesi), sintetizzando, è “libero” di fare quello che desidera. I desideri ovviamente sono infiniti e di conseguenza la società si riempie di una molteplicità di eventi e situazioni differenti, che allo stesso tempo la arricchiscono e la distruggono. Quindi, ad esempio, una persona ha la possibilità e la libertà di tradire il proprio marito, moglie, ma agendo così, nello stesso tempo in cui ha soddisfatto i propri piaceri avrà distrutto una famiglia.
    Se quindi i comportamenti a primo impatto sembrano gli stessi, quello che cambia, rapportando le due società, sono forse le persone, e quindi chi agisce.
    Ormai, ai giorni nostri è difficile considerare una società qualcosa di compatto dove un singolo che ne fa parte è anche solo lontanamente simile ad un altro che vi appartiene:
    La globalizzazione, e forse ancora prima la prevalenza economica e sociale di alcuni paesi a scapito di altri, hanno spinto e accentuato i movimenti di quasi intere popolazioni “povere” verso le società così dette occidentali.
    La religione o meglio la chiesa, quella Cristiana-Cattolica, che esercitava il suo “potere spirituale” fino a pochi decenni fa, ormai non è più un ente indiscutibile e innegabile, anzi si sono sviluppati, per svariati e differenti motivi, numerosi movimenti religiosi-spirituali ispirati alle più svariate culture. La gente ha attinto all'oriente per praticare il buddismo, per fare meditazione; l'islam lentamente ha impregnato le società in cui è “ospitato” con “leggi” e moschee; si sono poi affermati movimenti filosofici atei e con le numerosissime scoperte scientifico-tecnologiche pochi ormai si confrontano o professano la Fede.
    Il consumismo si è affermato come vero e proprio stile di vita, fatto di comprare, prendere, spendere ovviamente senza dare, da parte di noi “consumatori”, e di produrre prodotti inutili, creare pubblicità alienanti e sfruttare i lavoratori da parte dei “produttori”.
    L' informazione, multi-laterale, che scruta tutto, un occhio, o meglio miliardi di occhi, che ci informano di quello che succede nel mondo, e noi fermi sul divano, con la certezza che le notizie siano vere, senza ombra di dubbio crediamo nella verità e nell'indipendenza economico-politica dei giornalisti e dei (tele)giornali, ma in realtà siamo tempestati di voluta dis-informazione.
    Ecco perché noi, rispetto al mondo di Boccaccio, differiamo. Il nostro comportamento si basa su regole relative, appartenenti a differentissimi modi di vivere, culture di appartenenza. Ognuno agirà, per quanto potrà compiere l'azione più deplorevole possibile ai nostri occhi, sarà nel giusto secondo qualcuno. Non essendoci più una giustizia morale assoluta non può più esserci la consapevolezza totale del “peccato” o meglio dell'errore. Tutto viene messo in discussione, e la giustezza di un punto di vista, per quanto possa esser approvata dalla maggior parte delle persone, non sarà mai certa e innegabile. Ormai si mettono in discussione persino certe scoperte scientifiche e la loro validità.
    Nella società descritta da Boccaccio, ritengo, considerato il contesto storico, la linea che separava “bene e male” era ancora ben distinta per quanto discutibile possa essere stata, e una persona sapeva bene i rischi che correva e gli errori che commetteva agendo in una certa maniera. Forse Boccaccio non lo fa capire, anche perché si pone sempre con acriticità nei confronti delle azioni dei suoi protagonisti, anzi ci ride su, ma penso che questa distinzione, queste regole morali o etiche, fossero ben presenti e definite.
    Forse sarei moralmente presuntuoso se mi mettessi a criticare l'aspetto “relativista” e aperto a tutto della mia società e non vorrei proprio pormi come vittima dicendo di esser disorientato. Ormai ci sono abituato, e un po' come Boccaccio e i suoi personaggi mi destreggio tra i tortuosi meandri della vita, e ogni tanto, perché no, ci rido su. Rido del fatto che mi dicono di aver circa due padri e due madri, qualche fratello e qualche parente in più, rido all'idea del Papa che si scontra con la voglia di diritti degli omosessuali, rido, anzi non rido, all'idea che mentre in giro per il mondo uomini si sparano contro, noi giovani stiamo in casa davanti la tivù a guardare Uomini e Donne.

    March 25

    Question Time.


    ENTRO QUALI LIMITI NOI POSSIAMO PARLARE DI DIRITTO DI RESISTERE ALLA LEGISLAZIONE VIGENTE?

     
    mi spiego, fino a che punto o seguendo quale regola noi possiamo criticare, non osservare, contestare, non credere giusta, una legge di uno stato [non neccessariamente il Nostro]?
    March 22

    Pipì

     

    “cazzo s'è caldo. Vorrei tanto esser morto! E non ci pensi più!”

    “dov' è che va la gente, dopo morti, Tony, secondo te?”

    “Merda. Chi se ne frega”

    “Tu non ci credi all'Anima Immortale?”

    “tutt'un sacco di fregnacce”

    “e il Che Guevara allora? E Giovanna d'Arco? E Billy the Kid? Come la metti?”

    “un sacco di fregnacce”

    bevemmo le nostre birre, pensandoci su.

    “a me” dissi poi “scappa da pisciare.”

     


    Charles Bukowski - Storie di Ordinaria Follia

    March 21

    [...]

    Ormai ci sono abituato, e un po' come Boccaccio e i suoi personaggi mi destreggio tra i tortuosi meandri della vita, e ogni tanto perché no ci rido su. Rido del fatto che mi dicono di aver circa due padre due madri, qualche fratello e qualche parente in più, rido all'idea del Papa che si scontra con la voglia di diritti degli omosessuali, rido, anzi non rido, all'idea che mentre in giro per il mondo uomini si sparano contro noi giovani stiamo in casa davanti la tivù a guardare Uomini e Donne.

    March 18

    In guerra

     

    Vi immaginereste, ora

    voi, quindicenni, forse quasi maggiorenni,

    in Guerra?

    In Guerra?

    Mitra in mano, granate agganciate alla cintura

    o forse neanche quello

    forse solo un machete,


    Magari non sapete neanche cosa sia

    un machete.


    Ma noi siamo salvi,

    niente guerre per il momento

    per noi,

    la nostra società ha bisogno dei nostri soldi

    ha bisogno di noi, del nostro consumo spasmodico,

    la Coca-Cola protegge almeno noi,

    purtroppo non protegge gli altri bambini

    che per altro hanno la pelle

    dello stesso colore,

    almeno prima di morire

    o di esser uccisi,

    o prima di uccidere.

    Perché così funziona,

    in guerra o si spara

    o un proiettile trapassa

    il tuo fragile e vuoto ventre,

    perché se sei un bambino, un giovane

    in guerra non solo non giochi,

    ma neanche mangi.


    Ma, ripeto, noi, voi siete salvi

    non di certo siamo tra i

    trecento mila, e ora non parlo

    di merdosi euro,

    bambini soldato.

    O bambine, ragazzine, soldato.

    Si anche loro ci sono,

    anche se probabilmente non riescono nemmeno

    a tenere in mano un coltello,

    e forse non sanno neanche cucinare,

    perché qualcuno le ha portate via

    prima che iniziassero a giocare

    con le "padelle",

    ma almeno loro, hanno due buchi

    che qualche altro bastardo

    comandato da un bastardo ancora più grande

    riempe con quel suo lungo cazzo.

    Quel maledetto cazzo, da recidere!


    Un bambino è facile reclutarlo,

    quattro urla e un fucile puntato

    alla madre, e un padre di famiglia

    fa partire tutta la propria prole per la guerra

    una qualsiasi, Iraq, Etiopia, Angola,

    Sri Lanka. Una vale l'altra,

    tutti son disposti a far morire un bambino,

    tanto non sa nemmeno reggere un fucile pesante.

    Carne da macello, si proprio carne da macello

    dopo esser stata uccisa, viene anche

    ingerita, per disperazione, per fame.


    Bambini contro bambini,

    e gli adulti, quei che le guerre se le inventano,

    per arricchirsi o per estendere l'egemonia,

    a guardare, mangiandosi un buon tacchino farcito,

    o qualche altra pietanza di bella presenza

    assieme ai loro figli, bianchi,

    salvi dalla guerra ovviamente.


    Ogni tanto morire sul campo,

    per uno sparo una pugnalata,

    una mina progettata da qualche fisico

    o chi per lui di fama mondiale ,stimato

    da politici e istituzioni,

    forse conviene.

    Meglio l'inferno sotto

    che quello sopra.

    Forse è più difficile sopravvivere,

    ricordando la dolce infanzia negata

    ricordando il fucile al posto dell'orsetto

    ricordando il sangue di un amico

    o semplicemente il sangue di un altro bambino

    invece del latte materno.


    Ho provato a immaginarmi,

    affianco a un altro ragazzo,

    della mia età, con una pistola in mano

    con addosso dei vecchi vestiti

    che dovrebbero sembrare un uniforme,

    affianco a molti ragazzi come me e come il mio amico,

    con la pelle ora scura,

    perché sennò non sarebbero li,

    non saremmo li.

    ho provato a immaginarmi,

    a immaginare cosa fare, cosa dire o

    cosa pensare.

    "ho deciso", "ho capito".

    Le mani mi stanno sudando,

    acqua che esce dal mio corpo

    gia troppo disidratato

    e malato,

    acqua che scorre lungo la pistola,

    tremo ora,

    ma sono freddo e deciso,

    me la punto addosso,

    e sparo,

    Meglio annegare,

    che nuotare verso la morte.

    March 16

    Boccaccio

     

    Il Decameron di Boccaccio è un gigantesco affresco della terrena vicenda umana, è uno studio narrativo che la esamina con tutti i suoi chiaroscuri, leciti e illeciti, tragici e felici. Ritieni che vi siano delle differenze tra l’apertura alla varietà della vita da parte di Boccaccio e l’attuale disorientamento nei confronti dell’esistenza umana? Se sì, in che cosa consistono?

    March 11

    cambiandopuntodivistailrisultatononcambia?

    Torino
    DERUBAVANO IMMIGRATI, IN CARCERE QUATTRO POLIZIOTTI
    Torino-
    piombavano nelle case degli immigrati dicendo di dover fare una perquisizione e si portavano via orologi, cinture e banconote: quattro poliziotti torinesi sono finiti in manette con l'accusa di rapina. A bloccarli son stati gli stessi colleghi della squadra mobile. Due son stati arrestati in flagranza ieri notte, gli altri sono stati fermati con la loro "talpa", un pregiudicato italiano che segnalava le vittime.

    ogni tanto la situazione si rovescia, questo a testimoniare che non c'è un solo univoco giusto e un solo univoco e opposto sbagliato. non c'e l'immigrato necessariamente ladro e violento, ma anche l'immigrato vittima.
    come c'è il poliziotto non solo necessariamente buono bravo e bello (anche se ce ne sono tanti!).
    quindi attenti a ciò che sentenziate spesso..
    peccato che questa notizia che vi ho riportato, citando dal corriere della sera, non sia in prima pagina...

     
     
    ps: sia chiaro non c'e l ho per niente con i poliziotti...veramente..anzi!

    affanculo il timpanista impazzito

    Ripensando allo scorso post sono arrivato alla conclusione che sia quasi impossibile l'avvento di un tal timpanista impazzito.
    La società non lo permette. La vastita delle idee che ormai sono sviluppate è cosi indefinitivamente enorme che ormai tutto è necessariamente "normale" "gia sentito". Noi tutti ormai siamo un po "rivoluzionari" (uso questa parola x estremizzare il concetto), andiamo tutti contro qualcosa. Chi come jimmy va contro la religione o almeno la chiesa, chi va contro il relativismo, chi va contro il governo ecc ecc. Insomma se sommati tutti assieme potremmo dire che andiamo tutti contro la società stessa in cui viviamo, ma allo stesso tempo, in quanto esseri singoli la facciamo sopravvivere, perche ci piace. perchè a volte è piu bello criticare all infinito un qualcosa piuttosto che cambiarlo.
    no?
    March 09

    timpanista impazzito

    se tu batti un colpo fuori tempo
    come il timpanista bizzarro
    tutti gli altri ti saltano addosso come tigri,
    e tu devi sperare che ti sbranino nel minor tempo possibile.
    Non importa se quel colpo fuori tempo
    era proprio quello che ci voleva.


    Vittoria M.


    e io aspetto questo colpo fuori tempo e aspetto questo timpanista, questa figura sconvolta e sconvolgente e statene certi non cercherò di sbranarla,anzi..

    March 08

    so...auguri

     

    Una festa da ricordare

    e un augurio

    per non so ancora esattamente cosa.

    Forse meglio un ringraziamento,

    per il semplice essere,

    che vale tutto l'anno

    e tutta la vita,

    necessariamente esprimibile

    solo a volte,

    altrimenti perderebbe significato,

    che non va alla compagna del uomo

    alla sua affiliata,

    alla sua moglie o

    alla sua parte complementare,

    bensì un grazie

    diretto alla

    libera

    autonoma

    Donna!

    March 04

    Società del Igene Mentale

     

    Cara dottoressa, ho 13 anni. Casualmente ho saputo da un'amica che si può rimanere incinta non solo attraverso i rapporti sessuali, ma anche in altri modi. Per esempio, se lui è appiccicato a lei ed è eccitato, lo sperma può fuoriuscire e passare attraverso gli indumenti fino alle parti intime. È vero?

    -Laura per TopGirl-

     

    (grazie zzivs)

    March 02

    ...shhh [shut up]

    Quanto costa un "cazzo!", una bestemmia, un imprecazione ?
    Quanto serve per una lamentela, una critica?
    Per un incazzatura?
    Quanto energia si usa per fare casino, per dire una cazzata, per ridere e per far il coglione?
     
    prossima volta meglio il silenzio...
     
     
    decisamente.