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February 25 felching
« felching » abasso la voce, sono calma adesso. «felching è quando un uomo ti incula senza preservativo. Sborra, e poi ti pianta la bocca sul culo e succhia fuori il suo sperma caldo, più eventuali lubrificanti o feci presenti. Questo è il felching.»
«Può anche,» aggiungo « includere baciarsi per passarsi in bocca lo sperma e la materia fecale.» Tratto da:
INVISIBLE MONSTERS di C.PALAHNIUK February 22 PUNK-CAKESPUNK CAKES UNA RICETTA DI NIRAS&MAT Ingredienti : e...
Okey, hai i pancake. E fin qua puoi farti una buona colazione. Ma per avere i punk-cake dovrai fare uno sforzo in più. Allora quando preparate il tutto, quando si amalgamano latte uova e il resto, aggiungi delle pasticche sbriciolate di cisaprid (ma tante tante), oppure olio di ricino, oppure Sal Glauberi, oppure quantità industriali di sciroppo di fichi, o qualunque lassativo che trovi intorno a te e mescola per bene. Fai una decina di PUNK-CAKEs (VERSIONE LASSATIVA) e tienili da parte, con riguardo. Fai in modo che al palato sembrino fantasticamente buoni e speciali. Poi ti spiego l'uso. Ora, sai preparare il caramello? Si lo so che lo sai è una cazzata, zucchero riscaldato, bollente...bene, dovresti preparare un po di caramello e una volta fatto per bene piazzarlo sui nostri PUNK-CAKEs (VERSIONE CARAMELLO). Ne dovresti fare un sacco di queste...proprio tante.
Ora hai due versioni di PUNK-CAKEs (LASSATIVO/ CARAMELLO).
BENE. Porta i PUNK-CAKE, ma prima di arrivare alla festa fatti dare una lista degli invitati. Seleziona dieci target, dieci fottutissimi bastardi, tipo bulletti, fascistelli (solo i bastardi), assolutisti che non ti fanno parlare, che ti usano per arrivare a una donna, per arrivare a qualcosa in generale, quelli che ti sfottono perchè si sentono grandi comici, quelli che si permettono di rubarti la bibita dalla mano, che ripetono le cazzate sentite al bar pensando di esser intelligenti. Non gente che odiate, eh?!, bensì gente che oggettivamente è da odiare. Fatevi aiutare da un amico per questa lista. Bene ora avete i 10 target... arriva alla festa, distribuisci i PUNK-CAKEs al CARAMELLO a tutti, senza fare distinzioni, senza chiedere soldi, ringraziamenti o altro, anzi non dire che li hai fatti tu, portati tu... scrivi un cartello sotto il vassoio.. “questi sono i punk-cake del mio corpo offerti in sacrificio per voi. Vi faranno bene, vi faranno fare la pace col mondo, vi faranno trombare e divertire. Cazzo!” e poi, avvicinati ai target, tu con il tuo bel PUNK-CAKE al caramello in una mano, e un vassoio di PUNK-CAKEs versione LASSATIVA in mano e offrili a questi stronzi.
PUNK-CAKEs, le uniche fritelle contro il sistema. February 14 kill me. kill us.Un milione di giovani l'anno, tra i 15 e i 24 anni, si toglie la vita. 16 casi su 100'000 abitanti. Il suicidio è la terza causa di morte tra i ragazzi e ben la seconda tra le persone che hanno tra i 25 e i 34 anni. Negli ultimi 50 anni, quelli del boom economico, della rinascita dalla terrificante guerra mondiale, delle lotte per i diritti e sopratutto in questi ultimi anni di crescita esponenziale del consumismo, l'incidenza del suicidio è aumentata del 60%. Non per niente quindi se ne parla spessissimo facendo molto attenzione alle età giovani, dove appunto le percentuali di suicidio aumentano. Si parla molto, ma non abbastanza. Il fatto che comunque, come la morte, il suicidio è ancora un tabù per questa società, rende lontani gli obbiettivi di prevenzione dalla realtà delle cose. Già, ad esempio, i disturbi di ansia generici, sono spesso sottovalutati di importanza e la psicanalisi e lo psicoanalista stesso è ancora collegato, troppo e spesso, alla termine “strizzacervelli”. I luoghi comuni su questa “scienza” o comunque su questo settore di medicina, continuano a regnare sovrani, aiutati da una chiesa negazionista e mezzi di comunicazione che sfruttano gli addetti a questa branca trasformandoli in, esclusivamente, “criminologi”, “psichiatri”, “professori che hanno studiato il profilo psichico di “questa assassina”, di questo pervertito”. Insomma una psicoanalisi così vista, porta solo a nascondere problemi, paure e altri sintomi ansiosi. Piuttosto che ammettere di aver dei disturbi d'ansia, anche se spesso proprio non ce ne si rende conto, credendo che quei determinati sintomi siano solo legati allo stress da lavoro da famiglia o quant'altro, si preferisce tenere tutto per se, accrescendo così le difficoltà e accumulando malessere che, se raggiunto un determinato punto, può sfogarsi con istinti suicidi. Nei giovani i fattori di rischio che possono causare il suicidio, o il tentato suicidio, sono anche di più. Problemi con i genitori, aspettative troppo elevate da parte della famiglia, problemi scolastici e amorosi e un infinità di problemi, che sarebbe inutile anche elencare. C'è poi l'ignoranza, che lega i giovani a un unica opzione di fuga dai problemi, la morte, e secondo me non è un fattore da sottovalutare. In più, da giovani più che mai, c'è questo bisogno totale di formare gregge, di stare in gruppo e condividere passioni, ideali, aspetto e cervello. Un gruppo che ti elimina la personalità, e i vari neuroni di troppo. Il suicidio da la possibilità di arrendersi, sia arrendersi al gruppo, sfuggire dal gruppo che ha distrutto il carattere, sia arrendersi al fatto che non si è accettati da alcun gruppo. Spesso un suicida ha tenuto, per tutta la vita, il malessere in se stesso, senza mai parlarne con nessuno causando così ancora più forte formazione di dolore, ansie e voglia di “mollare”. Il fatto di parlare con un amico, un professore, uno psicologo, spesso può fare bene e non solo a chi vuole uccidersi. Però spesso non basta, spesso gli amici spingono a sottovalutare i problemi e se ci si rivolge a uno psicologo spesso si viene congedati con la prescrizione di uno psico-farmaco, molto meno utile e molto meno umano rispetto a una conversazione. Ovviamente è una conseguenza logica, visto i costi di uno psicologo, e i numerosi pazienti dello stesso. In america, dove la psicanalisi non ha difficoltà di prolificazione, il trend di vendita di antidepressivi a minori è aumentato del 77% dal 2000 al 2003 e non è di certo un dato di cui andare fieri. Spesso l'intervento farmacologico non è necessario e comunque non è detto che provochi risultati positivi e comunque va sempre, a detta mia, utilizzato in associazione alla psicoterapia. Tornando ai giovani e alla crescita vertiginosa dei suicidi rispetto a un tempo, si può subito presumere quali siano le cause di questo aumento. La confusione adolescenziale e la prevalenza di una cultura appiattita, relativista e priva di veri valori etici,- fatta di scontri falso ideologici e di timore, che sfocia in furioso odio troppo spesso, per il diverso; una cultura globalizzata che preferisce la globalizzazione pseudo-anarchica dei mercati, dove vince il più forte, dove si inquina e si sfrutta, dove si “scava” e non si “riempe”, dove si compra ma non si produce, una cultura che preferisce tutto ciò e disdegna la globalizzazione libera dei popoli, che non vuol dire distruzione di minoranze, bensì contatto interculturale- fa in modo che prevalgano i valori della tivù, della moda e della perfezione esteriore (a scapito di quella interiore). La tivù propone punti di vista e personaggi vincenti, che disprezzano il debole ed esaltano i muscoli o la meschina furbizia. La tivù elimina valori fondamentali per una società degna d'esistere come quelli della solidarietà (e che non mi si venga a dire che mettersi la sciarpa di telethon durante una trasmissione esalta la solidarietà) e quelli dell'onesta. Tutto ciò porta a un bivio, o ci si comporta in un determinato modo imposto da questi modelli, ci si veste come dicono le riviste scandalistiche, si ama il calcio (calcio assassino), si ha le scarpe slacciate, si beve come delle spugne, si sta zitti e si elimina l'occhio critico, oppure si è fuori. Out. Fuori dalla porta, come i cani. E qui, che si rischia, se la voglia di contestazione, di volontà di cambiamento collettivo non è forte, di cadere verso l'autodistruzione. E quindi di farsi portare, da una società pazza e assassina, suicida.. e a piede libero verso il baratro. February 06 e gli iperborei?Guardiamoci in faccia: siamo iperborei. Siamo ben consapevoli della diversità della nostra esistenza. “Né per terra né per mare troverai la strada che conduce agli iperborei”: già Pindaro riconosceva questo di noi. Oltre il nord, oltre il ghiaccio e la morte: la nostra vita, la nostra felicità… Abbiamo scoperto la felicità, conosciamo la via, abbiamo trovato l’uscita per interi millenni di labirinto. Chi altri l’ha trovata? Forse l’uomo moderno? “Non so che fare; sono tutto ciò che non sa che fare”, sospira l’uomo moderno… E’ di questa modernità che c’eravamo ammalati, della putrida quiete, del vile compromesso, di tutta la virtuosa sporcizia del moderno sì e no. Una simile tolleranza e langeur di cuore, che “perdona” tutto perché “comprende” tutto, è scirocco per noi. Meglio vivere in mezzo ai ghiacci che tra le virtù moderne e gli altri venti del sud!… Eravamo abbastanza coraggiosi, non risparmiavamo né noi stessi né gli altri: eppure per lungo tempo non abbiamo saputo in che cosa impegnare il nostro coraggio. Eravamo diventati tristi e ci chiamavano fatalisti. La nostra fatalità era la pienezza, la tensione, il ristagno delle nostre forze. Eravamo assetati di lampi e di azioni. Soprattutto ci tenevamo il più possibile lontani dalla felicità dei deboli, dalla “rassegnazione”… Ci fu una tempesta nella nostra atmosfera, la natura che noi siamo s’oscurò, perché non avevamo una via. La formula della nostra felicità: un sì, un no, una linea retta, una meta…
E ZITTI VOI! ZITTI VOI, VOI E I VOSTRI BEI CULI DI FUORI, LE VOSTRE CAMICETTE FIRMATE, LE VOSTRE MENTI IPOCRITE, IL VOSTRO APPIATTIMENTO, LA VOSTRA DIPENDENZA DA TIVU' E STAR DEL CINEMA, LA VOSTRA SLEALTA', LA VOSTRA IGNORANZA CRONICA, IL VOSTRO EGOISMO. MALEDETTI FALSI CREDENTI, FALSI SOLIDALI, CAPACI SOLO DI RIEMPIRE LE PROPRIE TASCHE...
February 04 Italians.. con B.Severgnini.DECALOGO CONTRO GLI ULTRAS. Modeste proposte dopo l'ultimo indecente (e prevedibile) spettacolo offerto dal calcio italiano: =BEPPESEVERGNINI=
Grazie.
February 03 i think..and you?Marisa Grasso
trenta e passa anni. Una persona che ha amato, che aveva deciso di condividere la vita con un altra persona. Due vite che, unite dal loro amore, hanno generato altre due vite. Un bambino e una bambina. Un bambino di nove anni. 4 elementare, una vita normalissa, in una scuola normalissima. A scuola parlava di figurine, playstation pokemon e calcio. Si il calcio gli piaceva, gli piace. come piace a tutti. L'altra figlia, una ragazza di 15 anni, io ne ho sedici. Lei aveva problemi con i genitori ovvio, come ognuno di noi, litigi negazioni, fughe e quantaltro erano all ordine del giorno della vita famigliare. Ma come tutti, amava sua madre, amava suo padre.
Marisa Grasso
aveva sposato un giovane poliziotto, con qualche perplessità sul suo futuro. erano arrivati al 2007 senza tanti problemi. Con la felicità di fare del bene, lui poliziotto, lei quasi-infermiera. Bello. utile, e solidale.
Ogni tanto andavano al mare, era vicino a casa loro, bellisimo mare ionio. questo l'estate, quando faceva caldo e si poteva girare in costume da bagno e tshirt. Loro eran contenti di non dover indossare divise, vestiti borghesi e quant'altro. Si divertivano a giocare sulla spiaggia, lui a calcio, A CALCIO, con il figlioletto, così a tirarsi la palla, a cercare di scartarsi a vicenda, a fare innocenti scivolate, a inventarsi un pubblico attorno sorridente che applaudiva ai loro goal, ai loro tiri che passavano in mezzo a due sassi piazzati sulle dune spianate della sabbia. Lei,Marisa Grasso, parlava con la ragazza di quindici anni, quasi della mia età, dei ragazzini carini della scuola della figlia. Non eran di quelle famiglie perfette, quelle che puntano sull apparizione sociale e si fanno vedere candidi agli occhi di tutti e pur di non scatenare ire stavano zitti anche in privato senza mai litigare, No. loro litigavano se serviva, cercavano di discutere, ogni tanto urlavano, ovvio. come succede sempre.
da settembre il padre aveva iniziato a lavorare i weekend, allo stadio, a controllare la situazione. a settembre era riniziata la scuola per la figlia e il figliolino aveva iniziato gli allenamenti di calcio. si divertiva molto, faceva il centrocampista, correva come una saetta e non si fermava mai. Se riusciva il padre andava sempre a veder le partite del figlio. Sempre. e poi...
e poi un venerdi sera, ieri sera. ecco
Marisa Grasso,
il figlio di nove anni, come molti vostri fratelli,
la figlia di quindici anni, quasi della nostra età,
loro
loro
Senza un marito da amare, d'un tratto.
Senza un padre da stimare, d'un tratto.
Senza speranze, ormai.
tutto diventa inutile, tutto diventa nullo.
L'amore per il calcio, dov è? Il figlio potra mai continuare ad amare il calcio? l'assasino di suo padre?
La figlia potra mai parlare con qualcuno che ami il calcio? l'assasino di suo padre?
la moglie potra mai uscire la domenica pomeriggio,andare al bar e veder un partita di calcio? l'assisino di suo marito?
calcio assasino, Uomo assasino, amore assasino.
troppo facile giustificare tutto con la follia, con il fanatismo e l'eccezionalità dell'evento.
troppo facile dare la colpa al singolo
troppo facile parlare di errore e di singolarità
troppo facile dimenticare e archiviare.
Difficile, ma necessario, fermare. |
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