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November 28 BRuCiaNDo uN eQuiLiBrioUna vita di non concentrazione, viene raggiunto il delirio. November 26 forse non ha neanche capo e coda...chiamamole parole mixateChe misera giornata. Ieri è stata una lunga giornata, una scuola che non vuol sapere di entrare nei miei principi, o meglio io non voglio rientrare in quel prinicipio chiamato scuola, o almeno non in quel principio che a tutti noi sembra parzialmente giusto. Il mio libretto è dal vice-preside da 2giorni in attesa di provvedimenti, visto il mio costante andazzo mosso da spirito anarchico. No, non parlo di politica, è una questione di comportamenti, mi sento troppo libero, ne pagherò le conseguenze. Oltre alla scuola la giornata di ieri è stata segnata da una forte emotività, la cui posività era indirettamente proporzionale al calar del sole, per intenderci, senza usar obsoleti e complessi linguaggi macchina, la tristezza è arrivata la sera. Ecco si, meglio parlare con sintesi, sennò rimmarò il solito omino che nessuno ascolta perchè troppo logorroico e incomprensibile. Ma c'e ogni tanto una sorta di liana che con le sue fibre vegetali mi fa piombare su quella che possiamo definire, un isola felice. È ora di pranzo, o forse l'ora di pranzo è gia passata. La pasta che ho cucinato mi rappresenta ritengo. Conchiglietta, con la loro “stanza segreta”, un po di burro, genio trasformista, il pomodoro, rosso come i comunisti, come il sangue e come la passione, e sopra di tutto qualcosa di normale ma che nell'ambiente isolato quale un piatto di pasta sconvolge tutti gli equilibri, una manciata di Kornflakes. Si, mi rappresenta...Come quei disegni sul quaderno, parole, facce e quant altro che se prese singolarmente paiono come tutti i disegni, normali insomma, ma che sovrapposti come è mio solito fare, ricordano un qualcosa di confusionato, ricordano l'ordine mentale perduto.
ps: il commento esalta la mia situazione, non voglio sembrare un malato immaginario che esalta la propria follia solo perchè fa comodo alla sua immagine sociale come molti ragazzi fanno, vuole esser solo un racconticino, con un punto di vista diverso dal quello che è il mio solito, con un accento alle cose che non vanno... non so se abbiate capito qlcosa, ma serviva a me...ve lo lascio in segno di affetto! O necessità? November 16 UN ANNO...CAVOLO...SCUSATE LA POCA SERIETà DELL INTERVENTO, MA VOLEVO AUTORICORDARMI, E DI CONSEGUENZA SCRIVENDOLO QUA RICORDARVI CHE IL MIO BLOGGO HA COMPIUTO 1ANNO UN ANNO FA...
UN ANNO FANTASTICO, UN ANNO DI CRESCITA, UN ANNO FINITO MA ALLO STESSO TEMPO INFINITO, NUOVE ESPERIENZE, NUOVE CONOSCENZE, NUOVE IDEE....
IL BLOG MI HA AIUTATO A SFOGARMI E ESPRIMERE, FORSE TROPPE VOLTE, LA MIA...
SONO STATO IMPULSIVO, HO GIUDICATO TROPPO SAPENDO POCO, HO FATTO IL DEFICENTE, HO FATTO IL SACCENTE...
FORSE LO CONTINUO A FARE, NONOSTANTE IL FATTO CHE OVVIAMENTE NON POSSO SAPERE TUTTO, ANZI NONOSTANTE NON SAPPIA NIENTE. MA VABBEH è STATO UN LUOGO DI INCONTRO E CRESCITA PERSONALE E FORSE CHI LO SA ANCHE UN PO VOSTRA.
CONCLUDO CITANDO IL BANCO DEL MUTUO SOCCORSO:
In questi giorni è certo autunno giù da noi dolce Marta, Marta mia eravamo liberi, liberi.
macchie senza libertà, i tuoi cavalli gridano, urlano incatenati ormai prigioniero per l'idea, la mia idea perché.
dove tutto è degno di attenzione perché vive, perché è vero, vive il vero. Almeno tu che puoi fuggi via canto nomade
sospirate piano, e voi donne dallo sguardo altero perché io sono nato, nato libero, libero. io sono nato libero.
con la speranza che questo spazio rimanga radicato nel web e che la sua libertà non venga lesa da alcuno auguro un "buon anno" al mio caro blog,al mio caro spazio libero,al mio caro spazio di partecipazione... NiKKioLo_O November 08 gioia...Serata normale, sabato normalmente sprecato stando come al solito a casa, davanti al solitissimo pc. Il “triangolo suona” e vado a cena. I volti attorno al tavolo,sempre i soliti, non dicono niente che meriti la mia attenzione, e intanto ripenso alla giornata, alla vita in generale, agl'amici che sbagliano ma che vanno perdonati, immagino un viaggio per l'europa centro-orientale assieme a un “nuovo” amico. Ogni tanto scruto il piatto. “no, oggi non ho voglia di mangiare.” è sempre il solito hamburger, è sempre la solita insalata...” Che noia!... D'un tratto mi accorgo del tono nervoso di mia madre,assunto in una discussione con mio fratello, quello piccolo. Capisco che non è giornata neanche per lei...forse non è proprio periodo... Si arrabbia sempre più. Lui si intestardisce sulla decisione di non mangiare... “in fin dei conti fa bene” penso io... Mia madre è al limite, lo rapisce dalla sua sedia e gli urla e gli minaccia di portarlo a dormire... Mi preoccupo... Escono dalla cucina in fretta,il rumore dei passi sulle scale sono brevi e rimbombanti. Presumo che sian arrivati in camera. L'urlo di mia madre infrange la mia stabilità mantenuta fin a un momento prima. Mio fratello, molto preso dalle sue stesse urla che saturavano acusticamente l'ambiente, smette di piangere... Io ero ancora in cucina, il resto della famiglia in silenzio, in meditazione forse. Mi preoccupo ancora di più, forse perchè troppo influenzato dai film, oppure perchè troppo angosciato da tutto, decido di andare a vedere cosa fosse successo, sperando che mia madre non avesse commesso la “cazzata”.Si non c'e altro modo di definirlo...Avevo appena letto della pubblicazione del libro della Franzoni, convincendomi sempre di più della sua colpevolezza. Per le scale tremo, ho molta paura...Arrivo in camera, anzi mi somministro una dose abbondante di ossigeno prima di entrare. Eccolo. Mio fratello. Disteso immobile sul suo letto. La faccia terrorizzata. Le braccia fisse, in posizione innaturale. Mia madre non so dove sia. Mi affianco a lui, mi abbraccia terrorizzato. Gli parlo un attimo cercando di calmarlo. Okay. Sta meglio ora. Chiedo “dov'è la mamma?” “ è in bagno” risponde sottovoce. Entro, la vedo seduta sul water, sta piangendo con le mani nella faccia. “è stata una bella crisi nervosa, mi dico”... “ehy mamma” faccio... “dai su...” inizia a riprendersi, forse anche per vergogna di farsi veder così debole davanti ai figli. Le dico con tono allegro e sarcastico “guarda che non puoi urlargli così, gli ledi la sua psiche, abbatti la sua autostima.... “Non vedi come sta baciando e abbracciando totò (l'orsacchiotto di mio fratello,appunto) ” lei ride...io sto meglio... Poi parlo sottovoce a mio fratello e dico “vai a dare un bacino alla mamma e fate pace”... Cerco di risolvere sempre così i litigi familiari, con ideali di pace ancora molto infantili.... Lui scende dalle mie braccia, si avvicina a mia madre che però non porge ancora la guancia. E' ancora scossa dal suo precedente sfogo. Di solito mio fratello, Federico, non “fa subito pace”, fa l'offeso per qualche decina di minuti. Io son in piedi e continuo a fissare la scena... lui è molto vicino a mia madre, la quale non sembra calcolarlo. Lui le scosta i capelli, prende un lungo respiro, studia la situazione.... e la bacia. Io piango. November 03 Si...scrivo...ognitanto...Sono le cinque...Oggi è arrivato il freddo nella pianura Udinese. Eh sì, proprio il freddo, quello che ti toglie li respiro quando esci di casa, quello che ti allontana il pensiero di un simpatico giro in centro, ma anche quel freddo che ti spinge a scaldarti il cuore e scaldare quello degl'altri. A questo, in fin dei conti, serve l'inverno, No? Sono seduto, sulla mia adorata sedia, davanti a un oggettivamente semplice monitor di computer, che, in ogni caso, per me, quotidianamente,manifesta tutte le sue caratteristiche umane... Parlo con amici, via e-mail, attraverso programmi ultra-tecnologici di messaggistica immediata, sì così li chiamano e intanto navigo, mi perdo per i meandri dell'immensa Rete, tra gli infinti www . Eccomi, ora, mi ritrovo su un sito che pubblica news da tutto il mondo...Ho davanti una spazio bianco dove poter scrivere il termine che voglio ricercare... ci penso un attimo, e inzio a ricordare.
E' domenica; di nuovo le cinque. Anzi no, sono le quattro. Sono appena tornato da un week-end di follia in quel di Codroipo, paese natale di qualche mio amico. Mi trovo in una piazza di Udine. Mi hanno invitato a una manifestazione. Un centinaio di mussulmani muniti di più o meno lunga barba e di un gioioso sorriso di speranza e di fiducia sono di fronte a qualche poliziotto (che vuole solo tener d'occhio la situazione), e con qualche cartellone in mano, si schierano a semicerchio intorno ad un uomo, che a debita distanza, sembra munito di puro carisma. Mi avvicino, leggo qualche cartello, “Gabriele ti amiamo, torna tra noi”; “Torsello libero”; “Noi siamo con te, Gabriele”. Ho l'ultima certezza di trovarmi alla manifestazione giusta...Ci sono anche dei bambini, delle bambine, e proprio loro, giochicchiando con il vicino, tengono in mano i cartelloni indirizzati a Gabriele e alla sua liberazione. Pochi minuti dopo,eccolo, arriva l'amico che mi ha invitato. In realtà ci conoscevamo da poco, ma era già tutto in sintonia. Tutto in amicizia, appunto. Il portavoce della comunità islamica inizia a legger, con enfasi reale e condivisa da tutti, una lettera indirizzata ai friulani, ai rapitori del foto-reporter, a Gabriele stesso, ma soprattutto ai nostri cuori. Una macchina da presa, o anzi una videocamera, lo riprende per immortalare l'evento. La lettura finisce, i manifestanti pian piano si diluiscono per le vie di udine, fino a sparire del tutto, a infilarsi nelle loro proprie case, riprendendo le loro solite faccende di routine, e forse magari ripensando al “ritrovo” o forse non farci più troppo caso. -Mi ero accorto poco prima della fine di esser stato l'unico studente, uno dei pochi italiani. Mi sono sentito superiore,ma subito dopo ho appreso il senso di solitudine o meglio, ho capito una cosa: Esser sempre l'unico, non va bene, non per far capire le cose, non per cambiare le persone, o il mondo...- Il mio amico, amo definirlo così, va subito a parlare con il portavoce e con il “capo” della comunità islamica di udine. Parla bene. E' bravo a parlare lui... io mi godo la discussione e intanto penso.Capisco come sia difficile viver, per loro, nella nostra società cosi secolarizzata, laica, atea.... Il loro pensiero è sempre più diverso ai miei occhi, ma il senso di amorevole,reciproco rispetto e pace che mi infonde la conversazione mi fa capire che gli spiragli per una conoscenza migliore ci sono...Eccome se ci sono.
Il flashback finisce...mi ricordo dello spazio bianco. E quindi scrivo “Torsello”. Lo ammetto era due giorni che non ricercavo notizie su di lui, forse la speranza di rivederlo, di risentirlo stava svanendo. Ma ecco che dopo qualche secondo leggo della sua liberazione. La gioia mi esplode dentro, esce dal mio corpo con esuberanza mediante un salto e una corsa per la casa... Torno sul computer, leggo di più, non smetto di leggere. Non mi sono ancora capacitato quando mi chiedo se il tutto sia vero, oppure frutto di una mente sempre più appartata dalla reale vita. No, è tutto vero, lo dice anche Filippo su msn, anche se è momentaneamente preso da altre notizie. E' fantastico. Tremendamente fantastico. L'emozione si trasforma in gocce salate di acqua che escono dagl'occhi. Ripenso di nuovo alla manifestazione di domenica... è servita, è decisamente servita, nel loro piccolo, nel mio piccolo,NEL NOSTRO PICCOLO ci abbiam provato, e unendoci a un mondo di pace, abbiam raggiunto il nostro scopo. La felicità ha rapito anche il resto della serata. Accendo stranamente la tv e mi dedico al telegiornale. C'è un intervista, proprio a Gabriele....All'inizio sembra chiuso...shockato...Poi sorride, ride, ripensando a quello che di brutto ha passato,ma soprattutto si felicita per quello che verrà. Eh si, La vita è stupenda. Noi possiam aver qualche dubbio, ma è solo questione di tempo. Prima o poi qualcuno ci premierà. E se nessuno lo farà, beh, potremmo dire di aver partecipato. |
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