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January 26 carver carver caro carverNon sono sicuro che voi conosciate Carver, ma ve lo consiglio.
è un autore, un artistista, che narra scene, senza inizio ne fine precisa, di gente comune, spesso di esauriti, senza-soldi, violenti.. Lo fa con una finezza tale, con una semplicità. è abilissimo. sembra un tecnico del montaggio di un film che naviga tra i frammenti di un film,.. immaginatevelo con le pizze dei vecchi film, in una stanza illuminata da una scrana luce,
è tardi e fuori è completamente buio e si intravede dalla finestra dello studio al massimo la strada illuminata da qualche macchina che passa veramente di rado. lui li...occhiali moolto spessi, con delle strane forbici in mano in mezzo a grattacieli,ville torri di pizze con dentro nastri cinematografici, che non sono altro che film , tanti tanti film,una città di pizze di film, di film quelli vecchi, magari senza dialoghi, risalenti ai promettenti anni di inzio secolo. e lui li a cercare la scena giusta, per lui giusta, e spiattelartela li, senza un introduzione, senza una conclusione...
sembra di entrare al cinema 1ora dopo l'inzio di un film, guardarlo per 5minuti e poi andartene... il fatto è che questi 5 minuti te li ricorderai per sempre. e, almeno per tutta la sera, ci penserai continuamente, senza sosta...perchè ti hanno preso..ora sono allogiati nella tua mente.
ecco un pezzo dell'introduzione,scritta da lui, fatta ad una sua raccolta di racconti.
DA DOVE STO CHIAMANDO. (ed. Minimum fax) :
***La definizione che V.S. Pritchett dava di racconto è: «qualcosa di intravisto con la coda dell'occhio, di sfuggita». Prima c'è qualcosa di intravisto. Poi quel qualcosa viene dotato di vita, trasformato in qualcos'altro che illumina l'attimo fuggente e magari si insedierà in modo indelebile nella consapevolezza del lettore. Entrerà a far parte dell'esperienza del lettore, come ha detto benissimo Hemingway. Per sempre, spera lo scrittore. Per sempre.
Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, «creature di sangue caldo e nervi», come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita.*** =Raymond Carver= January 19 mi hanno regalato un orologio...
January 14 NERE RIFLESSIONI di Luis Sepùlvedaefficace breve riflessione del nostro amato compagno Sepùlveda:
a voi poi i commenti e le ulteriori riflessioni.
Sono nato in Cile e in Cile non ci sono neri, ma chiamiamo con affetto gli amici negros; la gente umile, la mia gente, nel suo linguaggio affettuoso si dà del negro: "Che cosa vuoi mangiare, negrito?", "Quello che mangi tu, negrita". Invece le classi abbienti, e cioè i sostenitori di Pinochet mascherati da centrodestra, usano questa parola come un insulto: un operaio che chiede un salario migliore è un negro di mierda. Malgrado tutta questa confusione, in generale i cileni amano i neri e li chiamano negritos. Se i peruviani, i boliviani e gli ecuadoriani, che sopravvivono in Cile facendo i lavori peggiori che i blanquitos cileni si rifiutano di svolgere, fossero neri, non subirebbero tanto disprezzo e razzismo. Non facciamo fatica ad amare i neri e ne abbiamo motivo: l'uomo più brillante del XX secolo è un nero, Nelson Mandela. Uno dei personaggi cinematografici più nobili è stato impersonato da un nero: Sidney Poitier. Uno dei migliori romanzi che abbiamo letto è stato La capanna dello zio Tom, il più grande sportivo della storia si chiama Muhammad Ali, la voce perfetta per cantare l'amore era quella di Bola de Nieve, i migliori musicisti del secolo scorso si chiamavano Charlie Parker, Louis Armstrong e Miles Davis. Non facciamo nessuna fatica ad amare i neri, ma disgraziatamente ci sono neri che non si fanno amare. Come amare Micheal Jackson? Un nero scolorito dalle pessime abitudini. Chi potrebbe amare Condoleeza Rice, la nera nascosta dietro modi Wasp che ha fatto carriera in politica vendendo la sua razza, rinnegando l'eredità di Martin Luther King, Miriam Makeba e Malcolm X? E chi diavolo proverà affetto per Colin Powell, il nero che è arrivato a impallidire in un consiglio di sicurezza dell'ONU mostrando un barattolino di sali da bagno e assicurando che era ''un'arma di distruzione di massa irachena'', il nero dai modi bruschi che con il suo sex appeal ha fatto impazzire Ana Palacio e che, pur potendo scappare nelle praterie dell'onestà come ogni degno schiavo fuggiasco, preferisce portare avanti il suo triste ruolo di servo della mafia di Bush? Di un colore dubbio. January 07 Fogliettini!e zac...
=NiRaS=
voi... non avete paura di perdere qualcosa? di dimenticare? di non ricordare? smarrire o altro? |
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